{"id":690,"date":"2011-10-28T20:42:33","date_gmt":"2011-10-28T21:42:33","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=690"},"modified":"2011-10-28T20:42:33","modified_gmt":"2011-10-28T21:42:33","slug":"la-scuola-non-ama-i-fisici-e-i-matematici-in-pectore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-non-ama-i-fisici-e-i-matematici-in-pectore\/","title":{"rendered":"La scuola non ama i fisici e i matematici in pectore"},"content":{"rendered":"<p>Un titoletto sul Corriere di qualche settimana fa ha attirato la mia attenzione, suscitando anche un po\u2019 di stupore: \u00abGiovani in fuga dalle scienze? Appassioniamoli\u00bb. Vuoi vedere &#8211; mi son detto &#8211; che il vento \u00e8 cambiato in questi ultimi anni e che gli studenti hanno voltato le spalle alle scienze per gettarsi anima e corpo su discipline ritenute pi\u00f9 facili, quali la filosofia o le arti, oltre a quelle gi\u00e0 di gran moda e meglio spendibili sul mercato del lavoro, come le lingue moderne? Nulla di tutto ci\u00f2. L\u2019articoletto, in realt\u00e0, si occupava delle due discipline scientifiche forse pi\u00f9 prossime alle scienze umanistiche: la fisica e la matematica. Il presidente dei professori di matematica e fisica elvetici, Claudio Beretta, ha lanciato l\u2019allarme: sempre meno giovani, in Svizzera, scelgono la carriera scientifica. Eppure, sottolinea Beretta, \u00abmolti di loro riuscirebbero tranquillamente a frequentare il Politecnico. E ne abbiamo bisogno: attualmente mancano circa 10 mila ingegneri nel Paese\u00bb. Cos\u00ec, continua il trafiletto, \u00abIl Gruppo per il promovimento delle scelte di curricoli scientifici si prefigge di indirizzare i giovani alla carriera scientifica \u2018appassionandoli\u2019\u00bb, soprattutto attraverso l\u2019organizzazione di \u00abtre-quattro conferenze annue nei licei per presentare personalit\u00e0 di spicco del mondo scientifico\u00bb.<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualcosa che non quadra. Lasciamo perdere per ora il discorso sulla matematica. La fisica fa parte delle discipline fondamentali del liceo, costituisce un\u2019opzione specifica &#8211; fisica e applicazioni della matematica, peraltro scelta da un significativo numero di studenti &#8211; ed \u00e8 anche materia delle opzioni complementari. L\u2019anno scorso gli studenti che frequentavano i licei cantonali erano quasi 3\u2019600, di cui oltre 700 in zona maturit\u00e0. Abbiamo quindi 700 studenti che, nel corso dei quattro (o cinque\u2026) anni del liceo si sono sciroppati parecchie ore dedicate ai principi della meccanica, all\u2019energia e alle forze. Una parte di loro, facile immaginarlo, sar\u00e0 stato felice di abbandonare l\u2019inquietante materia dopo la terza liceo; altri, per contro, l\u2019avranno scelta come opzione specifica e\/o complementare: vogliamo azzardare qualche centinaio, per sperare che gli emuli di Einstein non siano cos\u00ec rari come quelli che scelgono lo studio del greco? Purtuttavia il presidente dei professori di matematica e fisica ci fa capire che pochi studenti scelgono di continuare su questa strada al termine del liceo: cos\u00ec bisogna \u00abappassionarli\u00bb con le conferenze dei grandi Maestri della fisica.<br \/>\nMa non conveniva avvincerli durante gli studi, attraverso un insegnamento &#8211; appunto &#8211; affascinante? Cos\u2019\u00e8: prima li malmeniamo per quattro anni e li facciamo sentire dei poveri allocchi, e poi cerchiamo di recuperarli con le caramelline? Siamo alle solite. Ha scritto Paola Mastrocola in un suo fortunato libro del 2004: \u00abCi vogliono Maestri in gamba; noi, quando uscivamo dalla lezione di un Maestro, camminavamo per un bel po\u2019 a un metro da terra. Diciamo che quel metro da terra fa la differenza. Diciamo che forse questo contraddistingue un maestro: ti contagia\u00bb. E proseguiva: \u00ab\u2026 un insegnante che non insegna procura un danno davvero incalcolabile al singolo allievo, e quindi anche all\u2019intera societ\u00e0: condanna all\u2019ignoranza\u00bb. Io, che ho preso un sacco di botte dalle discipline scientifiche sin dalla prima ginnasio, non sono certo ben piazzato per criticare l\u2019insegnamento delle scienze esatte e naturali. Eppure quell\u2019allarme sui fisici sempre pi\u00f9 carenti me ne d\u00e0 lo spunto. Anni fa seguii una conferenza del prof. Tullio Regge, fisico e matematico assai noto. Parl\u00f2 di cosmologia in termini scientifici e filosofici: seducendo la platea. Ma Tullio Regge \u00e8 un Maestro. Forse anche l\u2019insegnamento della fisica &#8211; ma non solo, ovvio &#8211; richiederebbe un approccio pi\u00f9 sensato e attraente, invece che scioccamente selettivo; prima di inventare test enigmatici per bastonare un bel po\u2019 di studenti, converrebbe insegnare cos\u2019\u00e8 la fisica: physis, natura. Va da s\u00e9 che il discorso vale per quasi tutte le discipline.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un titoletto sul Corriere di qualche settimana fa ha attirato la mia attenzione, suscitando anche un po\u2019 di stupore: \u00abGiovani in fuga dalle scienze? Appassioniamoli\u00bb. 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