{"id":692,"date":"2011-11-11T20:43:13","date_gmt":"2011-11-11T21:43:13","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=692"},"modified":"2018-03-18T18:45:32","modified_gmt":"2018-03-18T17:45:32","slug":"la-frittata-al-dfa-in-attesa-della-prossima-portata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-frittata-al-dfa-in-attesa-della-prossima-portata\/","title":{"rendered":"La frittata al DFA, in attesa della prossima portata"},"content":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, dopo due anni di schermaglie, il Consiglio della SUPSI ha congedato la direttrice del suo Dipartimento della Formazione e dell\u2019Apprendimento (DFA), a causa delle \u00abtensioni createsi all\u2019interno\u00bb, che \u00abhanno innescato una spirale negativa che ha progressivamente deteriorato il clima di lavoro\u00bb. Non si pu\u00f2 scordare che il passaggio dell\u2019istituto magistrale dal DECS alla SUPSI era stato accelerato anche perch\u00e9, soprattutto dall\u2019interno dell\u2019istituto, giungevano continue critiche alla direzione dell\u2019ASP, tanto che la SUPSI aveva optato per una direzione teoricamente al di sopra (e al di fuori) delle parti, con tanto di direttrice alloglotta. Per guidare la Magistrale del Paesello nel processo di ulteriore terziarizzazione, si era quindi operata una scelta esterna al provincialismo nostrano. Com\u2019\u00e8 finita, almeno per ora, l\u2019abbiamo letto sui giornali del 5 novembre. Ora che la frittata \u00e8 cotta a puntino, c\u2019\u00e8 solo da sperare di essere giunti al fondo della voragine e che la risalita, indipendentemente da chi sostituir\u00e0 Nicole Rege Colet, tenga conto per davvero dei bisogni di formazione degli insegnanti di questo Cantone, senza concentrare troppo le attenzioni sull\u2019odierno capro espiatorio.<br \/>\nAlla fine degli anni \u201980 la Magistrale era passata da seminariale &#8211; vi si accedeva dopo il ginnasio &#8211; a post-liceale. Una decina di anni dopo ci si era addentrati entusiasti nella stagione della \u00abterziarizzazione\u00bb, con l\u2019inaugurazione dell\u2019ASP. Infine, nel 2009, il Parlamento aveva consegnato l\u2019ASP alla SUPSI, firmando una cambiale in bianco e cedendo pure il controllo sull\u2019istituto, il cui compito principale resta ancora quello della formazione e dell\u2019abilitazione dei docenti delle scuole di questo cantone, dall\u2019asilo al medio-superiore. (A dire il vero neanche prima il DECS si era curato troppo delle scelte strategiche in materia di formazione dei suoi insegnanti: ma sorvoliamo). \u00abTerziarizzazione\u00bb \u00e8 stata la parola chiave elevata a ruolo di manifesto; mai, per\u00f2, che si sia discusso sul serio dei requisiti e delle competenze ineluttabili per insegnare nella scuola dell\u2019infanzia, elementare, media e via di seguito. \u00abTerziarizzazione\u00bb, che comporta l\u2019aumento degli anni di studio in et\u00e0 adulta, imparando pure a fare \u00abRicerca\u00bb, \u00e8 una parola fatata, che sembra risolvere di per s\u00e9 i problemi della scuola, soprattutto di quella dell\u2019obbligo. A ogni metamorfosi, tuttavia, i curricoli formativi dei futuri docenti sono nati dentro l\u2019istituto magistrale: si vede che chi era l\u00ec sapeva le cose.<br \/>\nDa troppi anni l\u2019istituto locarnese influenza la scuola ticinese con innovazioni pedagogiche e didattiche che nessuno le aveva richiesto e che non erano state discusse e condivise con la scuola reale, quella che giorno dopo giorno cerca di sviluppare i programmi di studio dei vari ordini: con quali tangibili miglioramenti \u00e8 ancor tutto da scoprire, ricerca o non ricerca. Eppure anche in questo momento di grande crisi il co-presidente del collegio dei formatori ha confidato a La Regione \u00abl\u2019auspicio e la rivendicazione dei colleghi nel chiedere che in questa fase di transizione si creino le condizioni affinch\u00e9 la voce e le idee di chi \u00e8 quotidianamente sul campo (insegnanti e studenti) possa avere uno sbocco concreto e importante nell\u2019elaborazione condivisa degli scenari futuri del DFA\u00bb. Ma quale campo? E condivisa da chi? Dopo tutti i pasticci e le discussioni animose, sarebbe ora che la Magistrale assumesse la giusta dose di umilt\u00e0 e cominciasse seriamente a confrontarsi con le scuole comunali, medie e medie-superiori: nessuno, oggi, ha in saccoccia le giuste soluzioni a problemi di educazione e formazione sempre pi\u00f9 complessi. Non le hanno n\u00e9 i dottori del DFA, n\u00e9 gli operatori direttamente coinvolti nelle sedi e nelle aule scolastiche. Continuare ognuno per la sua strada sarebbe per\u00f2, come minimo, da irresponsabili: per parafrasare un noto adagio, la formazione degli insegnanti \u00e8 troppo importante, per lasciarla completamente nelle mani del DFA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, dopo due anni di schermaglie, il Consiglio della SUPSI ha congedato la direttrice del suo Dipartimento della Formazione e dell\u2019Apprendimento (DFA), a causa delle \u00abtensioni createsi all\u2019interno\u00bb, che \u00abhanno innescato una spirale negativa che ha progressivamente deteriorato il clima di lavoro\u00bb. 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