{"id":702,"date":"2012-02-01T00:46:57","date_gmt":"2012-02-01T01:46:57","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=702"},"modified":"2012-02-01T00:46:57","modified_gmt":"2012-02-01T01:46:57","slug":"il-tablet-a-scuola-al-posto-dei-libri-no-grazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/il-tablet-a-scuola-al-posto-dei-libri-no-grazie\/","title":{"rendered":"Il tablet a scuola al posto dei libri? No, grazie!"},"content":{"rendered":"<p>Francesco Profumo, ministro dell\u2019Istruzione del nuovo governo italiano di Mario Monti, ha fatto un sogno. Il peggio \u00e8 che sta pure cercando di coronarlo e ha gi\u00e0 dato il via, tra le altre cose, a gare d\u2019appalto riguardanti l\u2019editoria digitale scolastica. Ne hanno riferito i quotidiani italiani a fine dicembre; ad esempio \u00abla Repubblica\u00bb: \u00abAl posto dei libri di testo, un\u2019unica tavoletta elettronica per contenere le migliaia di pagine dei volumi che accompagnano gli studenti nell\u2019arco della carriera. E che oltre il contenuto, hanno anche un peso importante, in chilogrammi, sorretto da zaini sempre pi\u00f9 rinforzati. Un fardello che dalle scuole raccontate da Collodi e De Amicis \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 grande, e che finalmente la tecnologia pu\u00f2 contribuire ad alleviare. Aumentando nello stesso tempo la quantit\u00e0 di informazioni disponibili a chi studia\u00bb. Eccetera. Il linguista Raffaele Simone ha commentato sarcasticamente la novit\u00e0, sul medesimo quotidiano del 12 gennaio: \u00abPrima di fare una mossa simile \u00e8 cruciale domandarsi che cosa comporta l\u2019introduzione massiccia della cultura digitale nella scuola: la cultura digitale \u00e8 uno dei pi\u00f9 temibili moventi di interruzione della concentrazione che si siano mai presentati nella storia, e si sa quanto la concentrazione sia cruciale nell\u2019apprendimento\u00bb. Verit\u00e0 sacrosanta. Be\u2019, Profumo non dirige il nostro DECS, ma forse \u00e8 opportuno parlarne, prima che qualcuno faccia sogni bizzarri.<br \/>\nSe c\u2019\u00e8 una patologia che tormenta la scuola di oggi \u00e8 la sua incapacit\u00e0, ormai cronica, di rintracciare e di scegliere, nel caos iperbolico delle conoscenze odierne, gli elementi essenziali e fondamentali per educare i cittadini di domani. I risultati, vero specchietto per quelle allodole che credono ancora nel falso mito del sapere di tutto, sono sotto gli occhi di ognuno. Dalla scuola elementare al liceo \u00e8 una continua rincorsa al falso sapere e all\u2019apparentemente infinito aumento delle nozioni da imparare. Cos\u00ec troviamo gi\u00e0 oggi medici ignoranti come buoi e avvocati che non sanno scrivere in un italiano decente, anche se fino a non molti anni fa medici e avvocati erano professionisti notoriamente colti. Chi ha figli alla scuola media o al liceo, e magari si interessa almeno un po\u2019 ai loro percorsi scolastici, sa di cosa parlo: tra test a mitraglia e un nugolo di discipline che selezionano, i nostri figli studiano magari anche molto e con grande impegno, ma passato il momento delle note dimenticano tutto. Raramente sono in grado di trasformare le nozioni in competenze, trovando parallelismi tra una scienza e l\u2019altra e sviluppando argomentazioni attraverso apporti disciplinari differenti. Ancor pi\u00f9 di rado riescono ad assaporare il piacere di leggere un libro da cima a fondo: per oggettiva mancanza di tempo. Poi ci sono le \u00abricerche\u00bb personali: si sbatte un termine in Wikipedia, si trova ci\u00f2 che potrebbe fare al caso proprio e via, copia e incolla, magari senza nemmeno leggere, se non di traverso, ci\u00f2 che si \u00e8 deciso di includere in un lavoro \u00abpersonale\u00bb. Ho un amico, oggi quasi settantenne, che \u00e8 una persona colta. Con lui si discute con piacere, passando dalla biologia alla letteratura, dalla matematica alla storia, dalla musica alla filosofia. Non \u00e8 un barboso professore di letteratura in pensione: per tanti anni \u00e8 stato uno scienziato di punta nel campo della ricerca endocrinologica. Naturalmente ne conosco altri come lui, pi\u00f9 o meno suoi coetanei. Prima dell\u2019universit\u00e0 hanno frequentato una scuola che operava delle scelte ed era persuasa che saperi scientifici e saperi letterari potevano convergere verso un unico grande obiettivo: educare persone consapevoli, in grado di essere padrone del proprio futuro con scelte assennate, poggiate su un contesto culturale solido. Insomma: una scuola umanistica. Il giorno in cui i tablet sostituiranno la carta dei libri e dei quaderni, l\u2019incapacit\u00e0 della scuola avr\u00e0 raggiunto il suo culmine. Una scuola seria \u00e8 quella che \u00e8 in grado di scegliere, con gran senso di responsabilit\u00e0, cosa \u00e8 importante imparare per davvero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Profumo, ministro dell\u2019Istruzione del nuovo governo italiano di Mario Monti, ha fatto un sogno. Il peggio \u00e8 che sta pure cercando di coronarlo e ha gi\u00e0 dato il via, tra le altre cose, a gare d\u2019appalto riguardanti l\u2019editoria digitale scolastica. 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