{"id":708,"date":"2012-03-14T20:49:07","date_gmt":"2012-03-14T21:49:07","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=708"},"modified":"2016-01-22T22:40:23","modified_gmt":"2016-01-22T21:40:23","slug":"si-fa-in-fretta-a-dire-educazione-alla-cittadinanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/si-fa-in-fretta-a-dire-educazione-alla-cittadinanza\/","title":{"rendered":"Si fa in fretta a dire \u00abeducazione alla cittadinanza\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Malgrado tutto, ancor oggi c\u2019\u00e8 chi mette la scuola sul banco degli imputati per le lacune civiche della popolazione. Nel 2002 il Gran Consiglio modific\u00f2 il regolamento della scuola media, introducendo un intero articolo dedicato all\u2019insegnamento della civica e dell\u2019educazione alla cittadinanza. Con questa innovazione legislativa si statu\u00ec che l\u2019insegnamento dovesse avvenire in III e in IV media e fosse compreso, parzialmente, nel programma di storia e civica; poi l\u2019organizzazione di alcune giornate o mezze giornate riservate a queste tematiche avrebbe fatto il resto. Son passati dieci anni, ma non sembra che la riforma abbia dato i frutti sperati. Se le elezioni comunali sono un buon termometro per palpare il polso al senso di appartenenza dei cittadini alla comunit\u00e0 politica, allora vien da dire che il problema non \u00e8 stato risolto. \u00c8 infatti noto che i partiti hanno incontrato difficolt\u00e0 invalicabili a trovare candidati per le loro liste in vista delle vicine votazioni comunali, tanto che in un comune su quattro non si andr\u00e0 a votare: elezioni tacite, il che non \u00e8 un buon segnale e, soprattutto, non significa che l\u2019armonia regni sovrana tra i cittadini.<br \/>\nQuattro anni fa and\u00f2 a votare poco pi\u00f9 della met\u00e0 di chi ne aveva diritto. L\u2019elezione dei nostri amministratori e legislatori, dunque, \u00e8 un affare di pochi. Eppure gli eletti ci governeranno per quattro anni, e non \u00e8 detto che non facciano danni che si allungheranno nel tempo &#8211; cos\u00ec come non si pu\u00f2 mettere la mano sul fuoco che non si faranno gli affari propri. Ma allora, per tornare al nocciolo del discorso, come si educano e si avvicinano i cittadini alla civica e, cos\u00ec, anche alla politica? Esistesse una risposta sicura e oggettiva il problema non esisterebbe e il parlamento non avrebbe dovuto far finta di affrontarlo cambiando il regolamento della scuola media. I nostalgici evocano sovente \u00abFrassineto\u00bb, il noto libro dell\u2019avvocato, giornalista e politico Brenno Bertoni, \u00abLetture di educazione civica ad uso delle scuole maggiori e della 3\u00aa ginnasiale\u00bb, pubblicato la prima volta nel 1933. Quello, per\u00f2, era un testo che descriveva e spiegava il funzionamento delle istituzioni, che era tutto sommato facile e logico verificare coi propri occhi (e, soprattutto, coi propri pensieri). Iniziava con un motto: \u00abFormare il cittadino, facendo astrazione dell\u2019uomo, \u00e8 impossibile. Ma non \u00e8 meno impossibile formare l\u2019uomo senza formare il cittadino\u00bb. Poi, attraverso esempi concreti, dispiegava la tela della Politica reale, col fondamento profondo che ricoprire una carica politica era un onore, ancor prima pi\u00f9 che un onere.<br \/>\nOggi si dice che l\u2019ideologia \u00e8 morta, che destra e sinistra sono concetti antiquati o, almeno, passati di moda. Sar\u00e0. Coerentemente la politica odierna ha inventato le liste senza intestazione e quelle civiche, come se non esistessero partiti e movimenti a sufficienza per fare una scelta assennata, magari turandosi qualche volta il naso. Cos\u00ec i nostri adolescenti coltivano altri interessi e snobbano la politica, col probabile timore che, vada come vada, non sar\u00e0 possibile far qualcosa affinch\u00e9 mamma possa stare a casa con noi, al posto di sgobbare come un mulo dalle stelle alle stelle a fare un lavoro del cavolo, cos\u00ec da dare una mano a tirare le fine del mese. E contro l\u2019aumento dei premi della cassa malati c\u2019\u00e8 poco da fare. E il figlio disoccupato non trover\u00e0 un lavoro decoroso neanche promettendo al partito o all\u2019amico fugace il tanto agognato voto personale. Nel frattempo il nostro adolescente legger\u00e0 magari i giornali e seguir\u00e0 le nostre TV. Cos\u00ec davanti al teatrino quotidiano dei politici si allontaner\u00e0 ancor pi\u00f9, nella convinzione che la possibilit\u00e0 di cambiare le cose sia affare dei soliti maneggioni, contro cui non val la pena scaldarsi gli animi. Eh s\u00ec, si fa in fretta a dire educazione civica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Malgrado tutto, ancor oggi c\u2019\u00e8 chi mette la scuola sul banco degli imputati per le lacune civiche della popolazione. Nel 2002 il Gran Consiglio modific\u00f2 il regolamento della scuola media, introducendo un intero articolo dedicato all\u2019insegnamento della civica e dell\u2019educazione alla cittadinanza. 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