{"id":714,"date":"2012-04-13T20:52:07","date_gmt":"2012-04-13T21:52:07","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=714"},"modified":"2016-05-17T15:40:51","modified_gmt":"2016-05-17T13:40:51","slug":"ma-la-nostra-scuola-media-e-davvero-unica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/ma-la-nostra-scuola-media-e-davvero-unica\/","title":{"rendered":"Ma la nostra scuola media \u00e8 davvero unica?"},"content":{"rendered":"<p>Vi sono situazioni che sembrano addirittura normali, tanto sono entrate nella nostra quotidianit\u00e0. Una di queste \u00e8 la scuola media, unica solo a parole. Ormai ci siamo abituati alla sua ingombrante presenza. Lo sappiamo tutti: met\u00e0 dei suoi allievi vi trascorreranno un po\u2019 di anni a tirare avanti alla meglio, assuefacendosi al fatto di non essere all\u2019altezza e di dover trovare qualcosa, attorno ai quindici anni, per risolvere cosa fare da grandi. Altri attenderanno il liceo, inconsapevoli che molti saranno presi a pesci in faccia sin dal primo giorno. A scuotere questa monotonia ci ha pensato un articolo apparso sul Corriere a inizio aprile, coi pensieri in libert\u00e0 sul tema della scuola media pubblicati da Francesca Bordoni Brooks. La deputata del PPD in Gran Consiglio \u00e8 partita da una legittima domanda, bench\u00e9 retorica: \u00abSe la nostra scuola media unica \u00e8 veramente un modello di successo, come mai nessuno l\u2019ha copiato e perch\u00e9 ci ritroviamo messi male nel confronto PISA?\u00bb. La domanda \u00e8 lecita e assennata. \u00c8 la risposta, piuttosto, che sconcerta. Secondo questo membro della Commissione scolastica del Gran Consiglio converrebbe \u00abdividere questa scuola media unica (\u2026) per passare a due scuole medie, una che porti al liceo e una che porti alle scuole professionali\u00bb. Non c\u2019\u00e8 naturalmente nulla di originale in questa proposta, se non quella di aver avuto il coraggio di scriverla. Ora ci sarebbe bisogno di altrettanta audacia per portarla in Parlamento, cos\u00ec che, a quasi quarant\u2019anni dall\u2019istituzione della madre di tutte le riforme scolastiche, la Politica e il Paese dicano con chiarezza da che parte vogliamo andare.<br \/>\nQuando il Cantone si spacc\u00f2 in due proprio sul tema della scuola che avrebbe dovuto sostituire il ginnasio (di cinque a anni, per chi voleva continuare gli studi) e la scuola maggiore (di tre anni, per tutti gli altri), Francesca Bordoni Brooks stava terminando le scuole elementari e si avviava spensierata al ginnasio. Proprio dal suo partito giunsero le contrariet\u00e0 maggiori per l\u2019istituzione di questo segmento fondamentale della scuola dell\u2019obbligo, che in termini di democratizzazione degli studi era ineluttabile. L\u2019errore dei partiti che avevano portato avanti con grande convinzione l\u2019importante riforma fu certamente quello di accettare i famigerati livelli A e B del secondo biennio, ci\u00f2 che acconsent\u00ec il voto favorevole dei deputati titubanti, divenuti impietoso ago della bilancia.<br \/>\nSin dai primi anni della sua entrata in funzione, per\u00f2, non si \u00e8 mai assistito al tentativo di concretizzare i principi fondamentali di una scuola media unica per davvero, senza gli A e i B e i livelli e le medie e le discipline selettive e il liceo come misura di tutte le cose. Anzi. Il voto del Gran Consiglio del 1974 aveva segnato un momento molto importante sul piano delle pari opportunit\u00e0, al quale non sono per\u00f2 seguiti i fatti. Come ogni scuola dell\u2019obbligo che si rispetti, anche la scuola media dovrebbe potersi vantare di assicurare un elevato livello di riuscita alla maggior parte degli allievi, invece di bearsi nel mantenere in vita quel darwinismo educativo che pu\u00f2 legittimarsi e continuare a esistere solo in virt\u00f9 di un tasso significativo di selezione scolastica: sempre empirica e arbitraria, ma socialmente tutt\u2019altro che fortuita. Come scrive la Bordoni Brooks \u00abdobbiamo accettare l\u2019idea che non siamo tutti uguali\u00bb. Ci mancherebbe. Proprio per queste diversit\u00e0, che assai spesso risiedono nei ritmi e stili di apprendimento e negli ambienti in cui si cresce e negli stimoli che si ricevono, lo scopo della scuola dell\u2019obbligo \u00e8 quello di intervenire sulle differenze di partenza, condividendo la tensione etica che i legislatori del \u201974 avevano dovuto patteggiare con i mercanti del loro tempo. Si vada in Parlamento, dunque, e si riaprano i giochi con la necessaria schiettezza, per istituire finalmente una scuola media unica che miri all\u2019uguaglianza dei risultati a un livello molto elevato. Dopo quarant\u2019anni di ipocrisia si riuscirebbe forse a fare chiarezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono situazioni che sembrano addirittura normali, tanto sono entrate nella nostra quotidianit\u00e0. Una di queste \u00e8 la scuola media, unica solo a parole. Ormai ci siamo abituati alla sua ingombrante presenza. Lo sappiamo tutti: met\u00e0 dei suoi allievi vi trascorreranno un po\u2019 di anni a tirare avanti alla meglio, assuefacendosi al fatto di non &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/ma-la-nostra-scuola-media-e-davvero-unica\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Ma la nostra scuola media \u00e8 davvero unica?<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-714","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fuori-dallaula"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/714","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=714"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/714\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}