{"id":731,"date":"2012-09-08T21:17:46","date_gmt":"2012-09-08T22:17:46","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=731"},"modified":"2015-08-15T19:27:01","modified_gmt":"2015-08-15T17:27:01","slug":"a-settantanni-dalla-morte-di-korczak-a-treblinka","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/a-settantanni-dalla-morte-di-korczak-a-treblinka\/","title":{"rendered":"A settant\u2019anni dalla morte di Korczak a Treblinka"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Janusz_Korczak.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-1610 alignright\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Janusz_Korczak-189x300.png\" alt=\"Janusz_Korczak\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Janusz_Korczak-189x300.png 189w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Janusz_Korczak.png 233w\" sizes=\"auto, (max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a>Il 6 agosto di settant\u2019anni fa la Germania nazista assassin\u00f2 nel campo di sterminio di Treblinka, assieme ai ragazzi del suo orfanotrofio, il pedagogista, scrittore e medico polacco Janusz Korczak. Ha scritto Erri De Luca: \u00abPassai per via Krochmalna, dove abitavano i Singer, e per via Sliska, dove c\u2019era l\u2019orfanotrofio diretto da Janus Kortzhak, che s\u2019incammin\u00f2 coi suoi centonovantadue bambini allineati verso i vagoni aperti della Umschlagplatz. Se riferiti a persone, i numeri vanno scritti per me in lettere. Le cifre vanno bene per ogni contabilit\u00e0, tranne che per le vite umane. Per loro ci vogliono le lettere: centonovantadue bambini. Con quella schiera disciplinata e muta Kortzhak entr\u00f2 nudo nei tre recinti concentrici del campo di Treblinka fino agli stanzoni dell\u2019asfissia\u00bb (Il torto del soldato, 2012).<br \/>\nJanusz Korczak, nome d\u2019arte di Henryk Goldszmit, figlio di un\u2019agiata famiglia di origine ebrea ben integrata a Varsavia, non \u00e8 una figura di primissimo piano nella storia delle idee pedagogiche. \u00c8 abbastanza inusuale trovare il suo nome nei normali corsi di pedagogia previsti per i futuri docenti. Eppure il suo contributo etico e teorico alle scienze dell\u2019educazione \u00e8 tutt\u2019altro che trascurabile. Fu un ribelle sin da piccolo. Poco pi\u00f9 che trentenne, sopportando male la suddivisione in classi e il fatto di essere nato ricco, fond\u00f2 uno dei primi orfanotrofi per bambini ebrei. Questo intenso progetto educativo lo accompagn\u00f2 per tutta la vita, fin dentro il ghetto di Varsavia. Korczak era profondamente convinto del diritto all\u2019esistenza e al rispetto del bambino in quanto tale, tanto che proprio a lui si deve il primo spunto all\u2019idea dei \u00abDiritti del bambino\u00bb. Ha annotato Pierre Frackowiak, pedagogo francese, commentando Il diritto del bambino al rispetto, un testo del 1929: \u00abLa sua opera letteraria e pedagogica, la sua azione di precursore negli orfanotrofi di Varsavia tra le due guerre mondiali, la sua attivit\u00e0 di insegnante e di formatore, la sua costante militanza sin dall\u2019inizio del XX secolo sui giornali, alla radio, fin dentro l\u2019inferno del ghetto, hanno fatto s\u00ec che fosse considerato come padre spirituale dei diritti del bambino, associando volentieri il suo nome a quelli di M. Deraismes, di cultura massonica, di F. Buisson, di cultura protestante, e di M. Montessori, di cultura cattolica\u00bb. Ciononostante Korczak non fu per nulla un anticipatore di certo permissivismo che sarebbe nato nel dopoguerra, con epicentro gli Stati Uniti. Al contrario, era molto esigente. A lui si devono taluni dispositivi pedagogici di grande efficacia, v\u00f2lti a sospendere e mitigare i propri impulsi aggressivi, quale la buca delle lettere in cui infilare domande e rimostranze: un invito alla scrittura come atto cosciente per non soccombere agli istinti distruttivi, che pure appartengono alla natura umana.<br \/>\nAll\u2019apertura di un nuovo anno scolastico, credo che sia importante rivolgere la propria attenzione a figure come quella di Janusz Korczak, che ci rammentano che Educare non \u00e8 un\u2019azione che pu\u00f2 essere banalizzata, n\u00e9 lasciata nelle mani dei mercati o dei moderni stregoni, che coi loro filtri miracolosi \u00abguarirebbero\u00bb ogni piccola deviazione dai comportamenti voluti: perch\u00e9 i bambini non sono marchingegni da telecomandare a piacere, secondo la propria fretta insofferente; n\u00e9, tanto meno, possono essere consegnati alle leggi dell\u2019economia e della produttivit\u00e0, che sempre pi\u00f9 chiedono selvagge e precoci selezioni. L\u2019educazione \u00e8 un percorso lungo, faticoso, senza scorciatoie, che richiede coerenza e scelte meditate. La scuola, insomma, deve riappropriarsi delle sue lentezze e delle sue essenzialit\u00e0, nel totale rispetto dei bambini e dei giovani che la frequentano. Contro i sempre pi\u00f9 frequenti appelli alla selezione precoce e all\u2019imbottigliamento dei cervelli &#8211; le famose teste ben piene &#8211; \u00e8 necessario tornare a una scuola che educhi e formi, prima di valutare per lo pi\u00f9 a naso. Anche per questi numeri, insomma, ci vogliono le lettere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 6 agosto di settant\u2019anni fa la Germania nazista assassin\u00f2 nel campo di sterminio di Treblinka, assieme ai ragazzi del suo orfanotrofio, il pedagogista, scrittore e medico polacco Janusz Korczak. 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