{"id":739,"date":"2012-10-09T21:28:38","date_gmt":"2012-10-09T22:28:38","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=739"},"modified":"2016-01-31T00:12:02","modified_gmt":"2016-01-30T23:12:02","slug":"jean-jacques-rousseau-e-il-www","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/jean-jacques-rousseau-e-il-www\/","title":{"rendered":"Jean-Jacques Rousseau e il www"},"content":{"rendered":"<p>Gli educatori che, trenta e passa anni fa, se la prendevano con la TV, rea di indurre le menti alla pigrizia e di innescare lo spappolamento dei cervelli, oggi sono serviti di barba e capelli. E pensare che fino a una cert\u2019epoca &#8211; diciamo fino a met\u00e0 degli anni \u201970 &#8211; la televisione era addirittura pedagogica. Basti menzionare un\u2019emissione come \u00abNon \u00e8 mai troppo tardi\u00bb, andata in onda sulla RAI dal 1960 al 1968 e condotta dal leggendario Maestro Alberto Manzi, l\u2019autore di \u00abOrzowei\u00bb, che contribu\u00ec al recupero di molti adulti analfabeti. Anche la nostranissima TSI mandava in onda film con l\u2019avvertenza \u00abLa visione \u00e8 riservata ai soli telespettatori adulti\u00bb, e capitava che il giorno dopo &#8211; mannaggia! &#8211; il compagno di banco il film l\u2019aveva visto, nonostante l\u2019avviso un po\u2019 bacchettone: chiss\u00e0 che immagini pruriginose m\u2019erano scappate. Tutto sommato, per\u00f2, la TV era un fatto collettivo. Anche lasciando perdere le puntate di \u00abLascia o raddoppia\u00bb, quando le famiglie andavano al bar a seguire le disfide \u201cintellettuali\u201d del Marianini, non si pu\u00f2 dimenticare che il televisore occupava uno spazio di tutto prestigio nel salotto buono di casa, fosse pure l\u2019ampia cucina o il pi\u00f9 borghese tinello. Ergo, c\u2019era un doppio controllo sulla fruizione televisiva dei pargoli: l\u2019una istituzionale, perch\u00e9 la TV era comunque \u00abdi Stato\u00bb; l\u2019altra genitoriale, pur con l\u2019ampio arco dottrinale del caso. A parte una breve e recente parentesi, durante la quale si fece a gara per ospitare in casa un\u2019innumerevole schiera di televisori, ognuno dotato di immancabile telecomando &#8211; ah, le tecnologie moderne! &#8211; oggi a regnare \u00e8 il computer indissolubilmente allacciato al www, con le sue facilitazioni e il suo sguardo sul mondo intero.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Jean-Jacques-Rousseau.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2696\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2696 \" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Jean-Jacques-Rousseau-215x300.jpg\" alt=\"Jean-Jacques Rousseau\" width=\"210\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Jean-Jacques-Rousseau-215x300.jpg 215w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Jean-Jacques-Rousseau-768x1069.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Jean-Jacques-Rousseau-735x1024.jpg 735w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Jean-Jacques-Rousseau-600x835.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Jean-Jacques-Rousseau.jpg 1448w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>Secondo un recente studio del Dipartimento Scienze Aziendali e Sociali della SUPSI [Lara Zgraggen e Michele Mainardi, Minori in Internet, 2012] il 92% degli allievi di scuola elementare e il 98% degli allievi di scuola media usa internet. Circa un quinto dei primi e quasi la met\u00e0 dei secondi va in rete giornalmente,\u00a0 in media da una a due ore. Un gran numero di loro il PC l\u2019ha in camera (49% e 66%), ma il controllo dei genitori \u00e8 a corrente alternata. \u00abSussiste un legame diretto tra l\u2019assenza dei genitori e la fruizione della Rete\u00bb, scrivono i ricercatori. \u00abI minori che sono a casa da soli durante le pause dei pasti principali tendono a utilizzare in modo pi\u00f9 frequente la Rete rispetto ai compagni che godono della presenza di almeno un familiare\u00bb. Par di capire che, in presenza dei genitori, l\u2019accesso sia consentito, ma a orari determinati: alla faccia delle guerre sante contro la TV di quei tempi che sembrano cos\u00ec lontani. Vien da chiedersi fino a che punto l\u2019educazione sia ancora una scelta consapevole degli adulti. In quelle centinaia e centinaia di ore passate a portata di clic i nostri ragazzi dicono di giocare, cercare e scaricare musica e filmati, chattare, partecipare ai social network (in particolare Facebook: ma non bisognerebbe avere tredici anni per accedervi?), cercare informazioni, girovagare per YouTube. Annotava Jean-Jacques Rousseau a met\u00e0 \u2019700: \u00abRendete il vostro allievo attento ai fenomeni della natura, e lo renderete ben presto curioso; ma, per alimentare la sua curiosit\u00e0, non vi affrettate mai a sodisfarla. [\u2026] Ch\u2019egli non sappia nulla perch\u00e9 glielo avete detto voi, ma perch\u00e9 l\u2019ha compreso da s\u00e9 [\u2026]. Se mai sostituirete nel suo spirito l\u2019autorit\u00e0 alla ragione, egli non ragioner\u00e0 pi\u00f9; non sar\u00e0 pi\u00f9 che il giocattolo dell\u2019opinione degli altri\u00bb (Emilio o dell\u2019educazione, 1762, Libro II). Insomma, tutto il contrario rispetto al World Wide Web. Sorvolando sui pericoli pi\u00f9 noti della rete &#8211; la pornografia, la comunicazione con sconosciuti non necessariamente bene intenzionati, le esperienze inaspettate e spiacevoli &#8211; resta tutt\u2019intera la delega dell\u2019educazione dei propri figli ad attori sconosciuti, dei quali non si conoscono le finalit\u00e0: che, di primo acchito, non sembrano mirare a sviluppare la conoscenza e lo spirito critico. Appunto: giocattoli dell\u2019opinione altrui. E, pi\u00f9 di tutto, consumatori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli educatori che, trenta e passa anni fa, se la prendevano con la TV, rea di indurre le menti alla pigrizia e di innescare lo spappolamento dei cervelli, oggi sono serviti di barba e capelli. 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