{"id":741,"date":"2012-10-24T21:29:29","date_gmt":"2012-10-24T22:29:29","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=741"},"modified":"2017-04-26T12:53:41","modified_gmt":"2017-04-26T10:53:41","slug":"religione-a-scuola-una-sperimentazione-inutile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/religione-a-scuola-una-sperimentazione-inutile\/","title":{"rendered":"Religione a scuola: una sperimentazione inutile?"},"content":{"rendered":"<p>A inizio ottobre il DECS ha diramato a sorpresa un comunicato stampa sulla storia delle religioni, disciplina inserita due anni fa in alcune sedi di scuola media a titolo sperimentale: in tre istituti obbligatoriamente, in altri tre come alternativa alle tradizionali lezioni facoltative di religione. La scarna velina dipartimentale si affretta a dire che gli allievi che hanno seguito il corso sperimentale ne sanno di pi\u00f9 di chi invece ha frequentato le solite lezioni delle religioni riconosciute. Va da s\u00e9 &#8211; ci mancherebbe altro &#8211; che chi \u00e8 stato del tutto alla larga da ogni corso ottiene punteggi inferiori rispetto alle altre opzioni. Il 6 ottobre i quotidiani locali hanno dato spazio al tema. Il \u00abCorriere\u00bb specifica fin dal titolo lo stucchevole risultato dell\u2019esame intermedio: \u00abTest positivo per la storia delle religioni: dalle prove risulta che chi segue il corso ha migliori conoscenze\u00bb. Analogo il titolo della Regione: \u00abConvince il corso in cui si spiegano i diversi credo\u00bb. Con piena adesione alle regole del gioco, il Giornale del Popolo dissente: \u00abPerplessit\u00e0 su una comunicazione del DECS: le valutazioni sugli allievi e le cifre sono da rivedere\u00bb. Alla fine un lettore normale si chiede: qual era lo scopo dell\u2019annuncio dipartimentale? Cosa si voleva dimostrare con questa valutazione? Si scrive che gli allievi-cavia ne sanno di pi\u00f9, senza nessun accenno sostanziale. Sono ragazzi che hanno recuperato una loro religiosit\u00e0, una maggiore serenit\u00e0 interiore che li mette al riparo dal disordine emotivo di questi anni confusi e globalizzati? La Regione scrive che, ad esempio, \u00absi chiedeva agli allievi di segnare su una cartina dove il cattolicesimo o l\u2019Islam fossero pi\u00f9 diffusi\u00bb. In sostanza una domanda da quiz televisivo per spettatori di bocca buona. Fatto sta che i rapporti di ricerca, che dovrebbero anche rivelare contenuti e finalit\u00e0 del bilancio e della concretezza di ci\u00f2 che succede nelle classi, non \u00e8 stato pubblicato, neanche in edizione succinta.<br \/>\nSono convinto che questa sperimentazione, con le decisioni che ne scaturiranno, non servir\u00e0 a nulla sul piano dell\u2019educazione e della famosa \u00abscelta consapevole di un proprio ruolo attraverso la trasmissione e la rielaborazione critica e scientificamente corretta degli elementi fondamentali della cultura\u00bb eccetera. E sono altrettanto persuaso che l\u2019insegnamento del catechismo debba avvenire nelle parrocchie e non a scuola. Non so quale valore aggiunto attribuire alla conoscenza di nozioni sulla diffusione geografica delle religioni. Anche a livello di integrazione e di tolleranza dell\u2019\u00abaltro\u00bb, sono persuaso che la conoscenza e la comprensione della nostra Cultura rappresenti una condizione irrinunciabile per ogni successivo progetto di vita e di societ\u00e0. Il nostro territorio \u00e8 disseminato di segni che, al di l\u00e0 delle loro radici palesemente religiose, si configurano come elementi laici del nostro essere qui e oggi: chiese, oratori, cappelle, croci, pitture, sculture, affreschi\u2026 La storia dell\u2019Europa e dell\u2019Occidente \u00e8 anche la storia della democrazia, del Cristianesimo e del processo di secolarizzazione. Dalla civilt\u00e0 minoica all\u2019UE abbiamo percorso un cammino tortuoso, segnato da scoperte, invenzioni, guerre, riforme e rivoluzioni, monarchie e dittature e tentativi di sovranit\u00e0 popolare, da passioni e idee, spesso descritte ed esaltate dalle arti: un\u2019indispensabile conoscenza, che certo supera le nozioni sull\u2019espansione geografica dell\u2019uno o dell\u2019altro credo. Che ne sanno, tanti giovani e tanti adulti, di Dante e del Manzoni, di Bach e di Liszt, del Caravaggio e di Michelangelo? E quel massone di un Mozart non ha nulla da dirci a questo proposito? Insomma: potremmo eliminare una materia, invece di aggiungerla. Perch\u00e9 con l\u2019italiano, la storia, la matematica, la fisica, la storia dell\u2019arte e la musica potremmo pigliare due piccioni con un\u2019unica fava.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A inizio ottobre il DECS ha diramato a sorpresa un comunicato stampa sulla storia delle religioni, disciplina inserita due anni fa in alcune sedi di scuola media a titolo sperimentale: in tre istituti obbligatoriamente, in altri tre come alternativa alle tradizionali lezioni facoltative di religione. 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