{"id":750,"date":"2012-12-19T21:34:41","date_gmt":"2012-12-19T22:34:41","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=750"},"modified":"2012-12-19T21:34:41","modified_gmt":"2012-12-19T22:34:41","slug":"dopo-lo-sciopero-la-scuola-e-le-mele-marce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/dopo-lo-sciopero-la-scuola-e-le-mele-marce\/","title":{"rendered":"Dopo lo sciopero: la scuola e le mele marce"},"content":{"rendered":"<p>Lo sciopero dei docenti \u00e8 passato e la Repubblica \u00e8 ancora l\u00ec, confusa e rintronata come prima. Per\u00f2 gi\u00e0 il giorno dopo si sono sentite alcune opinioni di grande interesse. Ha scritto Matteo Caratti, direttore della Regione: \u00abLa scuola deve fare attenzione a non compiere passi falsi: il primo \u00e8 quello di aver partecipato ad una giornata di mobilitazione in settimana. Sarebbe stato molto meglio tenere una manifestazione al sabato. Il secondo inciampo \u00e8 quello di non aver saputo negli scorsi dieci anni capitalizzare a sufficienza il bonus di fiducia ottenuto al momento della vittoria sul ticket alle scuole private. Venir oggi invitato come genitore o come cittadino da docenti che spiegano qual \u00e8 il ruolo della scuola \u00e8 un tentativo di sensibilizzazione che avviene fuori tempo massimo. Il terzo neo \u00e8 quello tab\u00f9 delle mele marce: persone che non sono al loro posto, eppure ci restano per anni e anni. Purtroppo di tali mele ce ne sono, forse non cos\u00ec tante, ma fanno un danno incredibile a tutta la categoria. Gli allievi pagano il prezzo di scelte personali sbagliate e la scuola pure. E non \u00e8 giusto\u00bb.<br \/>\nGli ha fatto eco il ministro dell\u2019educazione Manuele Bertoli, che, parlando di salari pubblici e privati,\u00a0 ha dichiarato alla RSI: \u00abNel sistema attuale, che \u00e8 un sistema con degli automatismi, dev\u2019essere possibile non tanto ragionare sui meriti, ma soprattutto sul demerito di chi non fa correttamente il proprio lavoro e dev\u2019essere messo di fronte a questa mancanza di professionalit\u00e0\u00bb.<br \/>\nUrca! Se c\u2019\u00e8 un obiettivo raggiunto con lo sciopero \u00e8 questo nuovo paradigma. Per la prima volta dopo tanti anni si \u00e8 sfatato un tab\u00f9, dicendo in pubblico quel che si afferma non solo al bar, ma anche in tante aule docenti. Certo che seguendo, almeno in parte, il ragionamento di Caratti sarebbe stato pi\u00f9 fruttuoso aderire alla giornata di porte aperte ideata e proposta dal \u00abMovimento per la scuola\u00bb. Ma cos\u00ec non \u00e8 stato: pochi istituti hanno accondisceso a quell\u2019idea. Il problema, com\u2019\u00e8 ovvio, non \u00e8 solo dei docenti. Anche lo Stato ha le sue belle responsabilit\u00e0. Ad esempio seguita a intestardirsi nella difesa di leggi obsolete e datate, come la Legge della scuola e tutto quel che le ruota attorno. Si parli poi di merito (i partiti borghesi) o di demerito (Bertoli) la sostanza cambia solo apparentemente.<br \/>\n\u00c8 possibile valutare il lavoro di un insegnante, per decretarne meriti o demeriti? Apparentemente no, tant\u2019\u00e8 complesso il ruolo. A ogni buon conto \u00e8 incauto nascondersi dietro il solito dito. Per prima cosa \u00e8 possibile misurare cosa e quanto imparano gli allievi. Ma non \u00e8 tutto. Basti pensare che gli allievi finlandesi e i loro coetanei sud coreani imparano cos\u00ec tanto da essere in cima alle classifiche internazionali. I primi, per\u00f2, operano in un contesto scolastico accogliente, che ha un supremo rispetto dei propri allievi. Il secondo persegue invece il primato dei risultati a qualsiasi costo, suicidio compreso. Va da s\u00e9 che la nostra storia e la nostra cultura consiglierebbero di prendere semmai a esempio il modello scandinavo. In fin dei conti, com\u2019\u00e8 un bravo insegnante? \u00c8 un Maestro che sa insegnare il massimo possibile a ogni suo allievo, senza che quest\u2019ultimo debba subire tutte le paturnie di questo mondo, trascinando nella sua scia negativa l\u2019intera famiglia. In sostanza \u00e8 pur sempre pi\u00f9 importante imparare che riuscire a scuola: che restano due cose ben diverse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sciopero dei docenti \u00e8 passato e la Repubblica \u00e8 ancora l\u00ec, confusa e rintronata come prima. Per\u00f2 gi\u00e0 il giorno dopo si sono sentite alcune opinioni di grande interesse. 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