{"id":752,"date":"2013-01-03T21:35:24","date_gmt":"2013-01-03T22:35:24","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=752"},"modified":"2015-11-16T16:11:22","modified_gmt":"2015-11-16T15:11:22","slug":"educazione-alla-cittadinanza-unesperienza-quotidiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/educazione-alla-cittadinanza-unesperienza-quotidiana\/","title":{"rendered":"Educazione alla cittadinanza, un\u2019esperienza quotidiana"},"content":{"rendered":"<p>Mentre i buoi uscivano dalla stalla, Giovent\u00f9 liberale aveva lanciato un\u2019iniziativa denominata \u00abRiscopriamo la civica nelle scuole\u00bb, poi accolta nel 2001 dal Parlamento, che aveva aggiunto un articolo alla Legge della scuola, statuendo che \u00abnelle scuole medie, medie superiori e professionali devono essere assicurati l\u2019insegnamento della civica e l\u2019educazione alla cittadinanza\u00bb. Un rapporto della SUPSI del febbraio scorso mostra con grande chiarezza che il bilancio, dieci anni dopo, non \u00e8 propriamente quello atteso. A dirla tutta i buoi, dopo essere usciti comodamente, non si sa dove siano finiti. Ora la \u201cpolitique politicienne\u201d \u00e8 tornata alla carica, malgrado la scuola &#8211; stando al rapporto citato &#8211; non sembri particolarmente interessata all\u2019educazione alla cittadinanza. Franco Celio, parlamentare e insegnante, ha inoltrato un\u2019interrogazione al Governo partendo proprio dal rapporto della SUPSI. Preso atto che \u00abDall\u2019articolata analisi dei ricercatori emerge un quadro a tinte perlomeno chiaroscure\u00bb, Celio chiede se il Consiglio di Stato \u00abCondivide l\u2019idea di taluni, secondo cui l\u2019indicazione sul libretto scolastico di un voto specifico (\u201cnota\u201d) potrebbe migliorare la situazione\u00bb. In altre parole suggerisce, neanche tanto velatamente, di trasformare l\u2019educazione civica in disciplina a s\u00e9 stante.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1623\" aria-describedby=\"caption-attachment-1623\" style=\"width: 118px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Aristotle_by_Raphael-402x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1623 size-medium\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Aristotle_by_Raphael-402x1024-118x300.jpg\" alt=\"Aristotle_by_Raphael-402x1024\" width=\"118\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Aristotle_by_Raphael-402x1024-118x300.jpg 118w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Aristotle_by_Raphael-402x1024.jpg 402w\" sizes=\"auto, (max-width: 118px) 100vw, 118px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1623\" class=\"wp-caption-text\">Aristotele (384 a.C. o 383 a.C. &#8211; 322 a.C.). L&#8217;immagine \u00e8 tratta dall&#8217;affresco di Raffaello Sanzio &#8220;Scuola di atene&#8221;, databile attorno al 1509-1511 e custodito nei musei vaticani.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 sacrosanto. La proposta, per\u00f2, fa venire la pelle d\u2019oca, visto che la soluzione prospettata aggiungerebbe una nuova disciplina a curricoli gi\u00e0 carichi, senza riuscire a scovare il bandolo della matassa. Ha scritto Fabio Merlini (La Regione del 17 dicembre): \u00abSe di crisi di civilt\u00e0 si tratta, allora la scuola \u00e8 ovviamente coinvolta in prima persona. \u00c8 giunto il momento di raccogliere tutte quelle voci giustamente critiche, che oggi chiedono risposte diverse, per rispondere a questa semplice domanda: \u2018Formare a che cosa?\u2019. Dopo anni di attentati a un pensiero che non sia solo tatticamente tecnico, dentro e fuori le istituzioni, dobbiamo forse meravigliarci della povert\u00e0 degli strumenti a disposizione oggi per affrontare ci\u00f2 che richiederebbe ben altre risorse intellettuali?\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una quindicina di anni fa Philippe Meirieu ha scritto che \u00abIl mondo ha bisogno di individui capaci di capire la complessit\u00e0, di immaginare soluzioni nuove, di sottomettere i progressi tecnologici a dei principi sociali, etici, morali, giuridici, legali. Il mondo ha un bisogno vitale di individui che s\u2019iscrivano in un\u2019umanit\u00e0 di cui conoscono il passato, che padroneggino le competenze necessarie per partecipare oggi alla vita collettiva e che sappiano inventare e controllare il futuro\u00bb. La scelta di formare (a cosa? e attraverso cosa?) presuppone per\u00f2 decisioni curricolari ben precise. Ad esempio, citando Giovanni Orelli (Il caff\u00e8 del 23 dicembre), bisogna tener conto che \u00abil passato non \u00e8 cenere, ma semmai brace con dentro un immenso fuoco nascosto. Basta soffiarci su\u00bb. Ma far proprio lo Stato di Diritto come base per una sana educazione alla cittadinanza sottintende anche la conoscenza del diritto come esperienza personale e quotidiana. Lo diceva gi\u00e0 Aristotele: \u00able cose che bisogna avere appreso prima di farle, noi le apprendiamo facendole. Ne \u00e8 conferma ci\u00f2 che accade nelle citt\u00e0: i legislatori rendono buoni i cittadini creando in loro determinate abitudini, e questo \u00e8 il disegno di ogni legislatore, e coloro che non lo effettuano adeguatamente sono dei falliti\u00bb. Serve dunque lo sforzo coerente di tutti: dalla politica alla scuola, alla famiglia e ai massmedia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre i buoi uscivano dalla stalla, Giovent\u00f9 liberale aveva lanciato un\u2019iniziativa denominata \u00abRiscopriamo la civica nelle scuole\u00bb, poi accolta nel 2001 dal Parlamento, che aveva aggiunto un articolo alla Legge della scuola, statuendo che \u00abnelle scuole medie, medie superiori e professionali devono essere assicurati l\u2019insegnamento della civica e l\u2019educazione alla cittadinanza\u00bb. 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