{"id":760,"date":"2013-04-22T21:37:57","date_gmt":"2013-04-22T22:37:57","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=760"},"modified":"2015-08-17T19:05:39","modified_gmt":"2015-08-17T17:05:39","slug":"si-dice-che-tutti-gli-allievi-sono-diversi-eppure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/si-dice-che-tutti-gli-allievi-sono-diversi-eppure\/","title":{"rendered":"Si dice che tutti gli allievi sono diversi. Eppure\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Da un po\u2019 di anni sono diventati famosi i bimbi ad alto potenziale cognitivo, frugoletti che \u00abhanno un quoziente intellettivo superiore a 130, un linguaggio fuori dal comune, una memoria da elefanti e a volte presentano una maturit\u00e0 di comprensione che li avvicina pi\u00f9 agli adulti che non ai loro coetanei\u00bb: insomma dei genietti, dei Mozart o dei Gauss in pectore. Ne ha parlato ancora il 5 aprile questo giornale, secondo il quale questi ragazzetti potrebbero essere il 5% della popolazione, sette-ottocento solo nella scuola elementare. Sar\u00e0 la nuova celebrit\u00e0, sar\u00e0 il fatto che se ne parla, ma sempre pi\u00f9 spesso giungono a scuola genitori che chiedono la verifica del livello intellettivo del venerato pargolo, evocando indicatori saccheggiati da internet e chiedendo di intervenire celermente, perch\u00e9 il ritardo potrebbe arrecare danni insanabili. Federica Mormando, psichiatra citata nell\u2019articolo del CdT, suggerisce di non \u00abconsiderare unicamente i casi effettivi\u00bb, testati e conclamati, ma di aiutare gli insegnanti a individuarli e, quindi, a \u00abfar capire loro che sono bambini diversi e in quanto tali hanno bisogni specifici. Quindi ci deve essere una differenza di approccio, anche didattico\u00bb.<\/p>\n<p>Ma come?! Non si \u00e8 sempre detto che tutti i bambini sono diversi e che la scuola, attraverso la differenziazione, deve adeguare l\u2019insegnamento? \u00c8 sconcertante constatare ancor oggi come in gran parte delle aule scolastiche, dalla scuola elementare alla scuola media, spadroneggino metodi d\u2019insegnamento ammuffiti, basati sulla (bella) lezione, sull\u2019insegnante deus ex machina che parla e parla, su esercizi uguali per tutti. Cos\u00ec c\u2019\u00e8 sempre, giorno dopo giorno e inesorabilmente, chi s\u2019annoia perch\u00e9 non capisce, e fallisce!, e chi \u00e8 sopraffatto dal tedio perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 avanti: nella pi\u00f9 completa indifferenza alle differenze. Eppure sono almeno cent\u2019anni che si sono messe a punto delle impostazioni pedagogiche che dovrebbero permettere a ognuno di avanzare secondo i propri ritmi e capacit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1631\" aria-describedby=\"caption-attachment-1631\" style=\"width: 217px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Vygotsky-741x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1631\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Vygotsky-741x1024-217x300.jpg\" alt=\"Lev Vygotskij (1896-1934)\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Vygotsky-741x1024-217x300.jpg 217w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Vygotsky-741x1024.jpg 741w\" sizes=\"auto, (max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1631\" class=\"wp-caption-text\">Lev Vygotskij (1896-1934)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Si deve allo psicologo russo Lev Vygotskij il concetto di \u00abzona di sviluppo prossimale\u00bb: ridotta ai minimi termini, \u00e8 quell\u2019area della mente leggermente superiore a ci\u00f2 che un alunno \u00e8 in grado di fare da solo, ma che potrebbe riuscire a fare con l\u2019aiuto dell\u2019insegnante. Si deve a tanti maestri e pedagogisti dell\u2019ultimo secolo la teorizzazione e l\u2019applicazione pratica di questo principio, attraverso un\u2019impostazione del lavoro scolastico basato sulla cooperazione e sui principi della cosiddetta scuola attiva. Come definirla? \u00c8 naturalmente difficile riassumere la sterminata letteratura sul tema in poche righe. Se vogliamo, il punto di partenza \u00e8 ancora quello aristotelico, secondo cui per imparare a fare una cosa che non si \u00e8 in grado di fare bisogna farla\u2026 Per spiegare con un esempio: bisogna leggere per imparare a leggere. Toccher\u00e0 all\u2019insegnante avveduto proporre letture che si pongano un poco al di sopra delle capacit\u00e0 letterarie del momento, affinch\u00e9 l\u2019allievo possa progredire secondo ci\u00f2 che la natura e le sue esperienze gli hanno dato sin l\u00ec. Si pu\u00f2 fare, e c\u2019\u00e8 chi lo fa, anteponendo la tenacia di insegnare alle note scolastiche e ai test reiterati: un approccio che conviene a tutti, a prescindere dal fatto che la natura e il mondo siano stati magnanimi o molto sparagnini. \u00c8 un modo di organizzare l\u2019insegnamento a tutto vantaggio dei polentoni, di chi \u00e8 normalmente dotato e anche dei genietti: cio\u00e8 dell\u2019intero Paese, senza la necessit\u00e0 di inventare a ritmo continuo costose stampelle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un po\u2019 di anni sono diventati famosi i bimbi ad alto potenziale cognitivo, frugoletti che \u00abhanno un quoziente intellettivo superiore a 130, un linguaggio fuori dal comune, una memoria da elefanti e a volte presentano una maturit\u00e0 di comprensione che li avvicina pi\u00f9 agli adulti che non ai loro coetanei\u00bb: insomma dei genietti, dei &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/si-dice-che-tutti-gli-allievi-sono-diversi-eppure\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Si dice che tutti gli allievi sono diversi. 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