{"id":815,"date":"2014-03-01T19:57:59","date_gmt":"2014-03-01T20:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=815"},"modified":"2022-09-04T18:34:04","modified_gmt":"2022-09-04T16:34:04","slug":"una-lettura-critica-delliniziativa-aiutiamo-le-scuole-comunali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/una-lettura-critica-delliniziativa-aiutiamo-le-scuole-comunali\/","title":{"rendered":"Una lettura critica dell\u2019iniziativa \u00abAiutiamo le scuole comunali\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em>Il testo che segue, e le schermate Power Point che lo accompagnano, riferiscono di una presentazione e di una riflessione che proposi alla Conferenza dei Direttori degli Istituti Scolastici Comunali (cosiddetta CDD, con un vecchio acronimo) durante una seduta che si tenne al Centro diurno di Rivera il 20 gennaio 2011, oggi comune di Monteceneri. Questo intervento mi fu chiesto dalla presidenza della Conferenza, all\u2019epoca presieduta da Matteo Cavadini. Leggo dal verbale datato marzo 2011 che erano presenti 36 direttori (su 44).<\/em><\/p>\n<p><em>Avevo trasmesso le slides e i miei appunti all\u2019ufficio presidenziale, con questa premessa: \u00abIl testo che segue e\u0300 il complesso degli appunti utilizzati durante la presentazione, durata circa un\u2019ora. Proprio per la loro natura di brevi annotazioni a mo\u2019 di promemoria, e\u0300 necessario sottolineare che a far stato e\u0300 il testo proposto oralmente\u00bb.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Gli appunti dell&#8217;intervento<\/h2>\n<p>In tutta sincerit\u00e0, non ho ben capito come mai sia stato chiesto proprio a me di intervenire oggi sull\u2019Iniziativa popolare legislativa nella forma elaborata, lanciata nel 2009 da persone vicine al sindacato VPOD e al Partito socialista. L\u2019iniziativa ha goduto di un successo che definirei strepitoso, raccogliendo rapidamente 10 mila firme, dunque ben pi\u00f9 del necessario.<\/p>\n<p>Immagino che tutti sappiano che personalmente non l\u2019ho firmata e che sono intervenuto due o tre volte, nell\u2019ambito della mia rubrica sul Corriere del Ticino, con considerazioni piuttosto critiche. Do quasi per scontato che molti di voi l\u2019hanno firmata, cos\u00ec come l\u2019ha firmata un gran numero di nostri insegnanti.<\/p>\n<p>Il \u201ctaglio\u201d del mio intervento di questa mattina non \u00e8 certo quello di spiegare le proposte dell\u2019iniziativa: ci mancherebbe. Nel contempo non \u00e8 neanche mia intenzione aprire un fronte politicamente contrario a quelle proposte: credo che l\u2019iniziativa debba compiere fino in fondo il suo percorso democratico, con la discussione in Parlamento e, semmai, il voto popolare.<\/p>\n<p>Non credo nemmeno che la nostra Conferenza si trovi attualmente nella posizione di inserirsi nel dibattito, al limite in modo critico, dopo che per anni \u00e8 stata zitta oppure non \u00e8 stata ascoltata. Mi limiter\u00f2 invece a fare una specie di \u00abesercizio accademico\u00bb per riflettere sulla nostra scuola partendo dalle proposte dell\u2019iniziativa: ma questo, naturalmente, \u00e8 un parere del tutto personale.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima precisazione prima di entrare nel merito: l\u2019invito a sedermi qui questa mattina mi \u00e8 giunto giusto una settimana fa. Ogni riga dell\u2019iniziativa scatena in me una ridda di considerazioni che, quasi sempre, meriterebbero un approfondimento pi\u00f9 scientifico: cosa che non ho potuto fare per ragioni che mi paiono evidenti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-002.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2362 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-002.png\" alt=\"CDD 002\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-002.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-002-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-002-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Apparentemente le proposte sono di tre tipi: di ordine sociale, di ordine pedagogico e di ordine amministrativo. In realt\u00e0 i tre grandi capitoli riassumono qualcosa come una ventina e pi\u00f9 di riforme e\/o cambiamenti, che toccano la scuola dell\u2019infanzia e quella elementare, nonch\u00e9 servizi para-scolastici, direzioni, circondari e cos\u00ec via. Immagino che, nel dettaglio delle proposte, conosciate l\u2019iniziativa meglio di me. In ogni modo, pi\u00f9 che come direttore di una scuola comunale, mi esprimer\u00f2 come pedagogista e osservatore dei sistemi formativi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-003.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2365 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-003.png\" alt=\"CDD 003\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-003.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-003-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-003-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da sempre la scuola ha svolto anche un ruolo sociale, di sorveglianza dei bambini, per permettere ai genitori di lavorare. Nell\u2019800 ci\u00f2 era fondamentale, soprattutto per l\u2019asilo, mentre quando i ragazzi crescevano il problema si capovolgeva: i genitori preferivano tenere i figli a casa, per dare una mano nei campi, piuttosto che mandarli a scuola. \u00c8 una preoccupazione che ben traspare dalla prima <i>Legge della scuola,<\/i> del 4 giugno 1804:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2366 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-05.png\" alt=\"CDD 05\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-05.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-05-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-05-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Pi\u00f9 difficile, invece, \u00e8 capire come mai permanga oggi questa valenza sociale della scuola, che non \u00e8 pi\u00f9 adeguata ai tempi, dal momento che il mondo del lavoro \u00e8 cambiato radicalmente ed \u00e8 in continuo movimento.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-004.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2367 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-004.png\" alt=\"CDD 004\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-004.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-004-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-004-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le ipotesi possono essere diverse.<\/p>\n<h3>Votazione del 18 febbraio 2001 sui sussidi alle scuole private<\/h3>\n<p>Si tratta di rivendicazioni che hanno assunto grande importanza soprattutto in occasione della votazione del 18 febbraio 2001 concernente il sussidio alle scuole private. Come si ricorder\u00e0, la campagna in vista della votazione si era occupata in maniera spropositata, a mio modo di vedere, proprio di tali servizi, di cui spesso le scuole private erano gi\u00e0 dotate.<\/p>\n<p>Ricordo che Franco Zambelloni era intervenuto a un certo punto chiedendo se si stesse discutendo del primato della scuola pubblica e del suo progetto di educazione dei futuri cittadini attivi oppure se il problema erano le mense, i doposcuola e gli asili a orario prolungato. A mente mia si tratta essenzialmente di un problema di natura sociale e socio-economica, che come tale avrebbe dovuto essere affrontato.<\/p>\n<h3>La LSiSe si occupa anche di trasporti, mense e doposcuola<\/h3>\n<p>Un primo peccato originale che ha probabilmente originato questo malinteso &#8211; chiamiamolo pure cos\u00ec\u2026 &#8211; risiede proprio nella LSiSe del 1996, che dedica alcuni capitoli proprio ad alcune di queste problematiche. Ma perch\u00e9 la LSiSe ha sentito la necessit\u00e0 di occuparsi di questi temi, che le competono solo marginalmente?<\/p>\n<ul>\n<li>all\u2019epoca il problema era pi\u00f9 marginale e toccava per lo pi\u00f9 solo alcune fasce di popolazione e alcune scuole;<\/li>\n<li>contiguit\u00e0 tra l\u2019allora capo dell\u2019UIP e qualche direttore pi\u00f9 vicino a questi temi.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Un nuovo paradigma sociale, che richiederebbe forse un altro ruolo dello Stato<\/h3>\n<ul>\n<li>Almeno fino ai primi anni \u201970 vi era una pi\u00f9 marcata corrispondenza tra gli orari della scuola e quella del mondo del lavoro.<\/li>\n<li>La scuola dettava i ritmi della societ\u00e0; <span style=\"text-decoration: underline;\">per esemplificare:<\/span> nessuno si sarebbe sognato di aggiungere settimane di vacanza alle normali vacanze scolastiche.<\/li>\n<li>La famiglia-tipo era caratterizzata, tra l\u2019altro, da una moglie-madre-casa\u00adlin\u00adga, e l\u2019orga\u00adniz\u00adza\u00adzione delle vita sociale ruotava attorno ai ritmi dettati dalla scuola.<\/li>\n<li>Inoltre, almeno fino alla prima crisi del petrolio (1973), il salario del capo-famiglia permetteva un sostentamento decoroso dell\u2019intero nucleo familiare.<\/li>\n<li>Nel trenta\/quarantennio successivo abbiamo assistito all\u2019emergere di ben altre problematiche, che oggi presentano famiglie dalla struttura molto pi\u00f9 variegata.<\/li>\n<li>La famiglia odierna si \u00e8 assottigliata, almeno dal punto di vista statistico (-&gt; meno figli).<\/li>\n<li>Possiamo raggruppare le nuove famiglie attorno ad alcune caratteristiche assai diffuse:\n<ul>\n<li>famiglie mono-parentali;<\/li>\n<li>famiglie che, nel territorio in cui abitano, non hanno parenti sui quali contare per la gestione familiare, magari anche solo per momenti di piccola emergenza;<\/li>\n<li>doppi redditi \u201cobbligati\u201d, nel senso che con un unico reddito non si garantirebbe un livello di vita almeno sufficiente: cameriere e commessa in un grande magazzino.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Si tenga conto che una famiglia con due figli a carico ha bisogno di un salario lordo attorno a 6 mila franchi per garantirsi una vita normalmente \u201ctranquilla\u201d, che magari consente anche qualche breve vacanza\u2026<\/li>\n<li>doppi redditi che garantiscono un livello di vita pi\u00f9 che dignitoso (Es.: coppia di insegnanti di scuola elementare);<\/li>\n<li>doppi redditi che garantiscono un livello di vita almeno \u201cbenestante\u201d (Es.: coppia di liberi professionisti).<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non intendo ovviamente entrare nelle scelte individuali di ogni singola famiglia, soprattutto tenendo conto che le vere possibilit\u00e0 di scelta toccano solo queste ultime due categorie (dal dignitoso in su\u2026). \u00c8 per\u00f2 evidente che sono proprio queste scelte e queste costrizioni che fanno lievitare la necessit\u00e0 di disporre di pi\u00f9 mense, pi\u00f9 doposcuola e pi\u00f9 sorveglianza durante la prima infanzia &#8211; il problema non tocca soltanto gli allievi di tre anni, ma anche quelli nati prima, tanto che si sta assistendo alla proliferazione di nidi dell\u2019in\u00adfanzia pubblici e privati.<\/p>\n<p>Un paio di altri aspetti mi sembrano evidenti:<\/p>\n<ul>\n<li>Non sono sicuramente le coppie di camerieri e inservienti di cucina che hanno i mezzi per far pressione sullo Stato affinch\u00e9 questo intervenga con ineludibili forme di sostegno.<\/li>\n<li>Un ruolo importante nella richiesta di servizi cosiddetti parascolastici &#8211; meglio sarebbe dire <i>sic et simpliciter<\/i> sociali! &#8211; \u00e8 rivestito dagli ambienti economici (grandi aziende come banche e assicurazioni, \u00c9conomie Suisse, ecc.: tanto che anche HarmoS si occupa di queste cose).<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><b>Concretamente la soluzione di queste problematiche in ambito scolastico sottrae molte energie e distoglie l\u2019atten\u00adzio\u00adne dai veri problemi della scuola: pubblica, laica e democratica.<\/b><\/span><\/p>\n<p>Soprattutto in tempi contraddistinti da una certa confusione attorno al ruolo e agli obiettivi della scuola, credo che sarebbe ben pi\u00f9 legittimo, serio e corretto che fossero i settori sociali dello Stato a occuparsi di queste faccende e non certo la scuola, che ha gi\u00e0 le sue belle gatte da pelare.<\/p>\n<p>Mi si permetta, quindi, una semplice osservazione. Il ruolo sussidiario dello Stato dovrebbe prendere in considerazione soprattutto i ceti che vivono coi salari pi\u00f9 trasandati. Allora, invece che costringere le coppie di genitori a svolgere lavori men che modesti, sovente con salari scandalosi, converrebbe aiutare le famiglie con contributi finanziari, cos\u00ec da difendere &#8211; tra l\u2019altro &#8211; il ruolo educativo della famiglia.<\/p>\n<p>Potrebbe darsi che, in futuro, sia lo Stato a doversi occupare dell\u2019educazione dei suoi \u00abcuccioli\u00bb fin dalla primissima et\u00e0. Sarebbe un nuovo paradigma educativo, del quale non conosciamo ancora nulla. Oggi, in ogni modo, da una parte \u00e8 difficile sostituirsi alla famiglia nei suoi primari compiti educativi e, nel contempo, troppo spesso alla famiglia vengono sottratte le possibilit\u00e0 concrete di occuparsi dei figli, salvo poi metterle alla gogna, soprattutto mediatica, quando le famiglie sono latitanti e i figli adolescenti delinquono.<\/p>\n<p>Insomma: pi\u00f9 mense, pi\u00f9 doposcuola e pi\u00f9 asili nido.<\/p>\n<h2><b>Ma chiediamoci: <\/b><b><i>a chi giova<\/i><\/b> realmente?<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/CDD-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1742 size-full aligncenter\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/CDD-06.png\" alt=\"CDD-06\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/CDD-06.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/CDD-06-300x225.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a>In realt\u00e0 gli ultimi due punti fanno parte, secondo la presentazione dell\u2019iniziativa, degli aspetti organizzativi, ma io li ho posti qui.<\/p>\n<h2>La reazione del Consiglio di Stato<\/h2>\n<p>Proprio in questi giorni sono in atto alcune scaramucce tra Governo e iniziativisti. Per il momento il Governo ha dato qualche risposta, come ad esempio il potenziamento del sostegno pedagogico (con cantonalizzazione), una specie di <i>\u201cliberalizzazione\u201d<\/i> del docente di appoggio (pi\u00f9 di forma che di sostanza, a dire il vero), il coordinamento dei programmi (HarmoS), \u2026 I proponenti, dal canto loro, chiedono che l\u2019iniziativa vada in Parlamento entro aprile e che, in caso di quasi sicuro voto contrario, l\u2019iniziativa sia sottoposta al popolo.<\/p>\n<p>A scanso di equivoci: al di l\u00e0 del giudizio che ognuno di noi pu\u00f2 dare all\u2019iniziativa &#8211; che, lo ricordo, \u00e8 riuscita a furor di popolo &#8211; sarebbe meglio se fosse rispettata la normale procedura entro i tempi stabiliti. Trovo molto <i>\u201calla ticinese\u201d<\/i> questo tergiversare e cambiare qualche carta in tavola. Se l\u2019iniziativa \u00e8 stata lanciata e se ha raccolto tali e tanti consensi, significa che nel corso degli anni <i>qualcuno<\/i> \u00e8 riuscito a far passare nell\u2019opinione pubblica la convinzione che quanto proposto s\u2019ha da fare.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte lo stesso ministro Gendotti aveva scritto a suo tempo che il discorso sul numero di allievi per classe non poteva essere affrontato per motivi finanziari. Ergo: anche lui \u00e8 d\u2019accordo col principio, ma purtroppo non ci sono i soldi. Attitudine fuorviante, a mente mia: perch\u00e9 se fosse convinto della bont\u00e0 della proposta dovrebbe darsi da fare per perseguire l\u2019obiettivo. In sostanza, nondimeno, di voci critiche nei confronti di quest\u2019ammucchiata di proposte, sino ad oggi se ne sono lette o sentite ben poche. Si pu\u00f2 dunque immaginare che, in votazione popolare, l\u2019iniziativa potrebbe godere di un ampio consenso popolare.<\/p>\n<h3><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2368 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-07.png\" alt=\"CDD 07\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-07.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-07-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-07-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/h3>\n<p>A parte i temi sociali, di cui ho gi\u00e0 detto, molte parti del testo dell\u2019iniziativa si basano su alcuni <i>dogmi<\/i> che sono divenuti tali nel corso dei decenni, bench\u00e9 non abbiano delle solide basi scientifiche. Il meccanismo \u00e8 un po\u2019 quello che crea le cosiddette leggende metropolitane, cio\u00e8 cose dette e ripetute che, a un certo punto, diventano credibili perch\u00e9 reiterate e fatte proprie da un gran numero di persone. Nel nostro caso il <i>gran numero di persone<\/i> avvalora ancor pi\u00f9 la scientificit\u00e0 degli assunti, dato che sono insegnanti, direttori, ispettori e operatori del settore.<\/p>\n<p>Vediamone un qualcuno, di questi dogmi.<\/p>\n<h2>La diminuzione del numero di allievi per classe aumenta la qualit\u00e0 dell\u2019educa\u00adzio\u00adne e dell\u2019istruzione<\/h2>\n<p>Non vi sono dati scientifici a comprova di questa tesi. A volte &#8211; a parit\u00e0 di caratteristiche socio-culturali &#8211; l\u2019affermazione \u00e8 vera, altre volte \u00e8 falsa. Quasi sempre i cambiamenti non dipendono dal numero di allievi, ma da altre variabili, le pi\u00f9 importanti delle quali sono:<\/p>\n<ul>\n<li>le caratteristiche cognitive e socio-culturali degli allievi;<\/li>\n<li>le scelte didattiche e pedagogiche, nonch\u00e9 il grado e il ritmo di differenziazione dell\u2019inse\u00adgnante (cio\u00e8 l\u2019insegnamento);<\/li>\n<li>le modalit\u00e0 e le aspettative degli strumenti di controllo (valutazione).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Faccio un esempio.<\/p>\n<p>Nella primavera 2009 ho ripreso la prova cantonale <i>\u201cProblemi di matematica\u201d<\/i> dell\u2019anno precedente. Ho modificato i dati e l\u2019ho somministrata alle mie sezioni di 5\u00aa. A differenza della prova cantonale, per\u00f2, somministrazione e correzione sono state fatte da una persona esterna. Su 6 classi, 4 avevano 20 allievi, una 19 e una 21: quindi, praticamente, classi uguali da questo punto di vista. Per sede la composizione delle classi era comparabile dal profilo socio-culturale.<\/p>\n<p>Eppure:<\/p>\n<ul>\n<li>ai Saleggi una classe ha ottenuto il 95.4% di riuscita (80.9% l\u2019allievo peggiore);<\/li>\n<li>le altre 3 tra il 79.8% e il 71.9%. La differenza \u00e8 dunque stata molto significativa;<\/li>\n<li>a Solduno una classe ha raggiunto l\u201985.3%, l\u2019altra solo il 72.1%.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un altro esempio.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2369 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-08.png\" alt=\"CDD 08\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-08.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-08-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-08-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sul rapporto tra numero di allievi per classe e qualit\u00e0 almeno dell\u2019istruzione si potrebbe ancora parlare a lungo.<\/p>\n<h2>La pluriclasse \u00e8 un ostacolo verso un insegnamento di qualit\u00e0: pi\u00f9 sono le classi, pi\u00f9 diminuisce la qualit\u00e0<\/h2>\n<p>Noto in entrata che, in base all\u2019iniziativa, questo dogma vale solo a partire dalla scuola elementare. Si vede che alla SI non si insegna\u2026<\/p>\n<p>Secondo alcuni autori &#8211; coi quali concordo pienamente &#8211; la pluriclasse \u00e8 una ricchezza e non un impedimento. La pluriclasse diventa un ostacolo quando l\u2019insegnamento \u00e8 centrato essenzialmente su attivit\u00e0 <i>ex cathedra,<\/i> con lezioni frontali, esercizi omologati, nessuna parvenza di differenziazione e di applicazione di metodi attivi, al massimo tentativi di individualizzazione per il recupero degli allievi pi\u00f9 in difficolt\u00e0.<\/p>\n<h2>Tutti i docenti sono bravi<\/h2>\n<p>Prendo in prestito una definizione di Zambelloni: sappiamo tutti che accanto a docenti straordinariamente bravi ve ne sono altri solo normalmente bravi. Diciamo che il docente straordinariamente bravo otterr\u00e0 buoni risultati con tanti o pochi allievi, in situazione di mono- o pluriclasse.<\/p>\n<h2>Le valutazioni espresse dagli insegnanti sono scientifiche e, quindi, attendibili<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2370 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-09.png\" alt=\"CDD 09\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-09.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-09-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-09-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Eppure sappiamo tutti come gi\u00e0 nel micro-cosmo dei nostri istituti il valore di un allievo pu\u00f2 cambiare in maniera significativa cambiando istituto o, addirittura, anche solo cambiando insegnante. Nella classe migliore delle prove di matematica che ho citato prima, c\u2019era un allievo particolarmente problematico. In matematica aveva ricevuto 3\u00bd in 4\u00aa, 4 in 3\u00aa, 4\u00bd nel I ciclo. Unanimemente &#8211; famiglia compresa &#8211; si riteneva che <i>\u00abnon era tagliato per la matematica\u00bb.<\/i> Eppure in quella prova ha raggiunto una percentuale di riuscita dell\u201986%.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2371 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-10.png\" alt=\"CDD 10\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-10.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-10-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-10-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nessuno, per\u00f2, si assume il rischio di parlare della formazione:<\/p>\n<ul>\n<li>profilo professionale dei docenti, speciali compresi, degli ispettori e dei direttori e conseguenti necessit\u00e0 nella formazione di base o nelle condizioni di accesso alla funzione;<\/li>\n<li>ruolo della formazione continua e articolazione tra compiti della scuola e istituti per la formazione degli insegnanti;<\/li>\n<li>controllo serio dei risultati: cosa imparano i nostri ragazzi?<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Per andare a concludere<\/h2>\n<p>A inizio \u2019900 il nostro Governo aveva parecchie preoccupazioni nei confronti della scuola: problemi di igiene, di formazione dei maestri, di distanza della scuola dal domicilio, senza scordare la necessit\u00e0 &#8211; presente fino ai primi anni del XX secolo &#8211; di convincere le famiglie a mandare i figli a scuola. Non poteva mancare, gi\u00e0 allora, il numero di allievi per classe, anche se le dimensioni del fenomeno erano altre:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2372 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-11.png\" alt=\"CDD 11\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-11.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-11-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-11-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p><i>[Scuole sta per classi].<\/i><\/p>\n<p>Vediamo che la media cantonale ruotava attorno a 30. Ricordo che per la SE il numero massimo di allievi per classe era stato abbassato a 25 una trentina di anni fa, solo all\u2019inizio degli anni \u201990 per la SI.<\/p>\n<p>All\u2019epoca rimanevano per\u00f2 anche classi di 40, 50 e oltre 60 allievi:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/CDD-12.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1772 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/CDD-12.png\" alt=\"CDD-12\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/CDD-12.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/CDD-12-300x225.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a>C\u2019era infine, il problema delle pluriclassi, dette allora classi plurime<b>. <\/b>Ancora nel 1890 ci si interrogava:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><i>Nelle scuole la divisione per sesso rester\u00e0 prevalente, anche se si comincer\u00e0 ad interrogarsi sull\u2019opportunit\u00e0 di dividere gli allievi per classi di et\u00e0.<\/i><\/p>\n<p>Da questo punto di vista, dunque, si direbbe che alcune preoccupazioni siano rimaste costanti, anche se &#8211; ad esempio &#8211; il numero delle pluriclassi \u00e8 molto diminuito, soprattutto in alcune zone periferiche, optando per la creazione di centri scolastici consortili: con quali reali benefici \u00e8 ancora tutto da dimostrare.<\/p>\n<p>La mia sensazione \u00e8 che i problemi della scuola vengano in parte nascosti e in parte affrontati col paraocchi. Ma ci\u00f2 non pu\u00f2 stupire, se appena pensiamo, ad esempio, che a partire dal 1978 si \u00e8 costruita la nuova scuola media sul modello del ginnasio &#8211; una scuola selettiva e senza troppa pedagogia &#8211; invece che sul modello della scuola maggiore, una scuola che, malgrado le difficolt\u00e0, soprattutto nei centri dove c\u2019era il ginnasio, era una buona scuola. Mancano comunque delle visioni, mentre siamo sempre pi\u00f9 alla cultura dell\u2019enun\u00adciato: quando una cosa viene detta o, meglio ancora, scritta &#8211; magari in una legge &#8211; essa diviene realt\u00e0 e il problema \u00e8 risolto:<\/p>\n<ul>\n<li>si pensi all\u2019educazione civica nella scuola media, che il Parlamento ha introdotto qualche anno fa;<\/li>\n<li>si pensi ai tanti progetti e progettini sulla gestione dei conflitti;<\/li>\n<li>si pensi alla nuova politica delle lingue: davvero noi Ticinesi siamo pronti a quindici anni per lanciarci alla conquista del mondo?<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 sintomatico il poco interesse generato, due anni fa, dalla presentazione del <i>\u00abProfilo professionale\u00bb<\/i> dei nostri insegnanti, cos\u00ec come esemplare \u00e8 la completa assenza di dibattito sul come organizzare la quotidianit\u00e0 dell\u2019aula e come, conseguentemente, formare i maestri. In poco meno di 25 anni abbiamo visto sfilare ben tre diverse scuole magistrali:<\/p>\n<ul>\n<li>la post-liceale alla fine degli anni \u201980<\/li>\n<li>l\u2019ASP meno di dieci anni fa<\/li>\n<li>e ora il DFA della SUPSI.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il passaggio dalla seminariale alla post-liceale era stato oggetto di aspri dibattiti; poi, per\u00f2, pi\u00f9 nulla. Ogni volta la Magistrale di turno ha preso delle decisioni interne e tutto sommato sconosciute all\u2019esterno sui curricoli formativi dei nuovi maestri, influenzando in tal modo le pratiche di chi gi\u00e0 era in servizio: senza che nessuno fiatasse.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 il tempo passa, pi\u00f9 ci si scosta da tanti insegnamenti del passato. Ci\u00f2 che prima ci riportava costantemente al principio di educabilit\u00e0 (da Pestalozzi in qua), oggi viene affrontato con le procedure didattiche <span style=\"text-decoration: underline;\">(che non sono mai state miracolose)<\/span> e con le <span style=\"text-decoration: underline;\">figure demiurgiche<\/span> &#8211; i vari docenti speciali, gli psicologi, i docenti integratori, i sostenitori pedagogici\u2026 E chiss\u00e0 cos\u2019altro riusciremo ancora a inventare.<\/p>\n<p>Torno un momento agli aspetti di natura sociale, che l\u2019iniziativa propone di risolvere attraverso procedure note: le prime, insomma, che saltano in mente. In altri anni proprio questa conferenza aveva tentato di far partire un dibattito attorno a un nuovo e diverso rapporto tra esigenze della nuova realt\u00e0 economica e sociale e le finalit\u00e0 della scuola. Cos\u00ec, ad esempio, si era parlato:<\/p>\n<ul>\n<li>della scuola a tempo pieno, aperta tutto l\u2019anno, con precise regole di frequenza per allievi e insegnanti;<\/li>\n<li>di una diversa articolazione dell\u2019in\u00adse\u00adgnamento delle discipline sull\u2019arco delle giornata; <span style=\"text-decoration: underline;\">per esemplificare:<\/span>\n<ul>\n<li>le discipline essenziali &#8211; italiano, matematica, studio dell\u2019ambiente &#8211; nella prima met\u00e0 della giornata;<\/li>\n<li>le altre discipline &#8211; le arti, l\u2019educa\u00adzio\u00adne fisica, \u2026 &#8211; nella seconda parte della giornata, invadendo pure gli orari dell\u2019attuale doposcuola.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Oppure ancora sul numero di allievi per classe: il numero incide a seconda dell\u2019attivit\u00e0 che si svolge. A volte serve il rapporto 1\/1, in altri momenti anche l\u20191\/40 funziona bene. L\u2019\u00e9quipe pedagogica &#8211; il <i>team teaching<\/i> &#8211; \u00e8 un modo per facilitare il variare del rapporto: ma come \u00e8 possibile imboccare questa nuova organizzazione dell\u2019inse\u00adgnamento, se sin dall\u2019entrata nell\u2019istituto di formazione si basa l\u2019insegnamento sul solito tris <i>\u00abUn maestro, un\u2019aula, un gruppo di allievi\u00bb?<\/i><\/p>\n<p>Come ho detto all\u2019inizio, potrei naturalmente continuare ancora per molto, ma \u00e8 meglio che mi fermi qui. Si dice che Berlusconi, prima di scendere in campo, abbia instupidito gli italiani con le sue televisioni. Vorrei far notare che quei canali televisivi sono molto seguiti anche nel nostro Cantone, sin dai primi anni \u201980. Tutto ci\u00f2 mi fa temere che prima o poi dovremo dare ragione a Ivan Illich, che gi\u00e0 nel 1971 perorava la descolarizzazione della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Nel frattempo, a furia di perseverare nella nostra quasi atavica attitudine autoreferenziale, ci sar\u00e0 il rischio di arrivare a una liberalizzazione del mercato della scuola: alla faccia di chi crede ancora nella scuola pubblica.<\/p>\n<p>Ma &#8211; mi chiedo ogni tanto &#8211; ci crediamo tutti per davvero?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-13.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2373 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-13.png\" alt=\"CDD 13\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-13.png 960w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-13-300x225.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/CDD-13-600x450.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<h2>Bibliografia<\/h2>\n<ul>\n<li>MARZIO CONTI, <i>Storia della scuola ticinese dal punto di vista dell\u2019allievo (XIX-XX),<\/i> 2004<\/li>\n<li>ROBERT DESNOS, \u201cLe p\u00e9lican\u201d, in <i>Chantefables et chantefleurs,<\/i> 1970 (postumo) \u2013 La filastrocca \u00e8 citata da Jean-Pierre Bourdieu e Claude Passeron come prologo a <i>La reproduction. \u00c9l\u00e9ments pour une th\u00e9orie du syst\u00e8me d\u2019enseignement,<\/i> Minuit, 1970<\/li>\n<li>WALO HUTMACHER, <i>Quand la r\u00e9alit\u00e9 r\u00e9siste \u00e0 la lutte contre l\u2019\u00e9chec scolaire,<\/i> 1993, Gen\u00e8ve, Service de la recherche sociologique<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo che segue, e le schermate Power Point che lo accompagnano, riferiscono di una presentazione e di una riflessione che proposi alla Conferenza dei Direttori degli Istituti Scolastici Comunali (cosiddetta CDD, con un vecchio acronimo) durante una seduta che si tenne al Centro diurno di Rivera il 20 gennaio 2011, oggi comune di Monteceneri. &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/una-lettura-critica-delliniziativa-aiutiamo-le-scuole-comunali\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Una lettura critica dell\u2019iniziativa \u00abAiutiamo le scuole comunali\u00bb<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[26,25,34],"class_list":["post-815","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","tag-eteronegeita-e-pluriclassi","tag-numero-di-allievi-per-classe","tag-professione-insegnante"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/815","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=815"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/815\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=815"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=815"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=815"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}